Diario

Abitare altri sguardi. Firenze vista dalla Tinaia
30 ottobre 2014

Abitare altri sguardi. Firenze vista dalla Tinaia

30 Ottobre - 9 Novembre 2014
"Abitare altri sguardi. Firenze vista dalla Tinaia"
Mostra di opere della Tinaia presso il Palagio di Parte Guelfa.


ABITARE ALTRI SGUARDI. FIRENZE VISTA DALLA TINAIA



"Il rapporto dell'uomo ai luoghi, e, attraverso i luoghi, agli spazi, risiede nell'abitare. La relazione di uomo e spazio non è null'altro che l'abitare pensato nella sua essenza" (Heiddeger, Costruire, pensare, abitare)


Abitare: collocazione stabile in uno spazio, ma prima ancora trasformazione dello spazio in luogo, cioè processo di significazione, di relazione nel mondo. Gli occhi della Tinaia mostrano sguardi che trovano altre connessioni e di qui altre consuetudini e dimore tra gli itinerari dell’incontro: con la città, i suoi simboli, la sua vita. Sono sguardi che vanno ad abitare i luoghi su cui si posano aprendo al racconto di questo incontro, svelando l’occasione che l’ha reso possibile, offrendo allo spettatore suggestioni per altre inter-azioni, altre interrogazioni, altri legami con Firenze e i suoi luoghi.
Il percorso espositivo propone le opere di quattro tra le figure artistiche che hanno fatto la storia del Centro Attività Espressive La Tinaia partecipando fin dagli inizi all’esperienza rivoluzionaria dell’atelier attivo ancora oggi dopo quasi 40 anni: Guido Boni, Angela Fidilio, Giuseppina Pastore, Marco Raugei. Fondata all’interno dell’ex ospedale psichiatrico fiorentino V. Chiarugi a metà degli anni ’70 come spazio di attività creativa e espressiva per i ricoverati del manicomio, La Tinaia nasce come apertura e occasione di nuovi sguardi, accessi alla comunicazione, allo scambio, alla partecipazione al mondo della vita oltre il muro dell’istituzione totale. Attraversare il confine tra la costrizione di un dentro (l’internamento nel manicomio, l’isolamento nella propria sofferenza psichica) e la negazione della possibilità di riconoscersi nel mondo, ha significato costruire nuove appartenenze, nuovi percorsi. Che siano i viali dell’ospedale o uno spaccato urbano colto nell’insegna di un negozio o ancora il paesaggio tutto umano di figure filiformi che esplorano lo spazio, le opere, attraverso la forza del linguaggio estetico, parlano di questi sguardi diventandone la narrazione. Come ogni espressione, come ogni racconto, le immagini sono cariche di conseguenze: altre dimore, altri sensi diventano possibili...

[rossella fallacara]